Chiese e santi
Chiesa di San Lorenzo
La chiesa parrocchiale di Padernello è dedicata a San Lorenzo e fu consacrata il 26 giugno 1712. Custodisce opere di Sebastiano Ricci e di Giovanni Battista Canal.
In breve

I dati essenziali per orientarsi: a chi è dedicata la chiesa, quando fu consacrata, dove si trova e che cosa conserva.
- Dedicazione: San Lorenzo, diacono e martire, la cui festa è il 10 agosto.
- Consacrazione: 26 giugno 1712, su progetto del parroco don Sante Amadio.
- Dove: piazza San Lorenzo 7, nel centro di Padernello.
- Messe: feriali e festive si celebrano in questa chiesa; gli orari sono nella home e nel piè di pagina.
- Da vedere: la pala di Sebastiano Ricci (1722), gli affreschi di Giovanni Battista Canal (1804), il Crocifisso ligneo del tardo Quattrocento e la pala dei tre santi.
San Lorenzo, diacono di Roma

Lorenzo era uno dei sette diaconi della Chiesa di Roma e aveva il compito di assistere i poveri. Fu martirizzato il 10 agosto del 258, quattro giorni dopo l’uccisione di papa Sisto II, durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano. Secondo la tradizione distribuì ai poveri i beni della comunità e morì arso su una graticola: gli studiosi considerano leggendario quest’ultimo particolare, ma è l’immagine con cui il santo è sempre raffigurato. Il suo corpo riposa a Roma, nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura.
La storia della chiesa

Prima dell’edificio attuale c’erano molto probabilmente altre due chiese: i documenti parlano di una ricostruzione, dopo il 1344, «vicino alla strada pubblica», per iniziativa di prete Gerardo, il primo parroco di Padernello di cui si abbia notizia. La chiesa che vediamo oggi fu voluta dal parroco don Sante Amadio, originario di Postioma, che ne fu anche il progettista, essendo architetto. Fu consacrata il 26 giugno 1712 e nel 2012 la parrocchia ha festeggiato i trecento anni da quel giorno.
Le tappe principali:
- 1152 – San Lorenzo compare nella bolla di papa Eugenio III come parrocchia dipendente dalla pieve di Istrana.
- 1464 – il vescovo Marco Barbo unisce i benefici di San Lorenzo, San Luca e San Gottardo in un’unica parrocchia.
- 1712 – consacrazione della nuova chiesa.
- 1722 – arriva la pala di Sebastiano Ricci.
- 1799 – un fulmine abbatte il campanile, che viene ricostruito.
- 1801-1804 – si realizza il soffitto e Giovanni Battista Canal affresca la chiesa.
- 1883 – si acquistano tre nuove campane, ancora in uso.
- Inizio del Novecento – si inaugura il nuovo organo di Giovanni Tamburini, lodato dal maestro Lorenzo Perosi.
- Fine degli anni Trenta – radicali lavori di ristrutturazione voluti dal parroco don Antonio Borsato; nel 1939 anche l’organo viene rinnovato.
- 1952-1953 – si rifà il tetto, perché le travi cedevano.
- 1956 – si rifà il campanile, con la nuova cuspide e un nuovo orologio della ditta Solari di Pesariis.
- 2012 – tricentenario della consacrazione e restauro della pala dei tre santi.
- 2024 – si conclude il restauro della chiesa.
Le opere d’arte: la pala di Ricci e il Crocifisso

L’opera di maggior valore è la pala dell’altare di San Valentino, collocata nel 1722. Raffigura la Crocifissione con Maria Maddalena, san Valentino e sant’Antonio da Padova ed è opera del celebre pittore bellunese Sebastiano Ricci (1659-1734).
Il Crocifisso ligneo, oggi nella cappellina a sinistra dell’altare maggiore, è l’opera più antica: risale secondo gli esperti all’ultimo quarto del Quattrocento. Ha le proporzioni corrette del corpo e il volto naturalistico tipici del Rinascimento, ma conserva le fitte pieghe geometriche del perizoma, ancora di gusto gotico: è un’opera di passaggio fra i due stili.
Gli affreschi di Giovanni Battista Canal

Nel 1804 il pittore veneziano Giovanni Battista Canal (1745-1825) fu chiamato ad abbellire la chiesa con una decina di affreschi: la “Gloria di San Lorenzo” nel soffitto, la “Trinità” sopra l’altare, la “Natività” e l’“Adorazione dei Magi” ai lati dell’altare.
Di particolare suggestione sono le cinque monocromie con le storie di Giuseppe ebreo, sulle due pareti laterali, sotto il soffitto: Giuseppe viene venduto, la consegna delle vesti al padre, Giuseppe si fa riconoscere dai fratelli, Giuseppe mette alla prova i fratelli, l’incontro con il padre.
La pala dei tre santi

La pala dell’altare maggiore, della fine del Settecento, è attribuita al pittore bergamasco Lattanzio Querena (1768-1853). Raffigura insieme San Lorenzo, San Luca e San Gottardo, i tre santi che simboleggiano l’unità della parrocchia. Fino alla fine degli anni Trenta del Novecento fu usata come stendardo nelle processioni e nelle celebrazioni; poi fu restaurata e collocata dove la vediamo oggi. Nel 2012, per il tricentenario, è stata restaurata di nuovo e ha ritrovato la nitidezza e la freschezza dei colori originari.
Gli organi, le campane e gli arredi

Intorno al 1780 fu installato l’organo di Gaetano Callido, di Este, che passò poi nella chiesa di San Gottardo. All’inizio del Novecento fu inaugurato un nuovo organo di Giovanni Tamburini, molto lodato dal celebre compositore don Lorenzo Perosi, direttore della Cappella Sistina. Nel 1939, sotto il parroco don Antonio Borsato, l’organo fu ricondotto a una forma migliore, come ricorda la targa latina sulla cantoria. Le tre campane acquistate nel 1883 suonano ancora.
Dalla chiesa più antica passarono in quella nuova alcuni arredi donati intorno al 1670 dal senatore Maffio Bianchi (il coro, otto banchi, il grande armadio della sacrestia e due confessionali), il tabernacolo di marmo dell’altare maggiore, del 1680, e tre alzate d’altare in scagliola di marmo, opera del padovano Lazzaro Trevisan (1669). Su Maffio Bianchi e la sua famiglia c’è un capitolo nella pagina Storia.
Il restauro del 2024
Nel 2024 la chiesa è stata restaurata. La notizia con i ringraziamenti e le indicazioni per contribuire è qui: Restauro Chiesa – Ringraziamenti e come contribuire.
Per approfondire
Per approfondire ci sono i due libri presentati nella pagina Storia.